Khololwam Montsi, attuale numero 15 del ranking ITF, ha rilasciato una lunga intervista ai colleghi di Tennis365.com. Il sudafricano, che occupa la posizione n.1722 della classifica ATP, è reduce da una stagione ricca di soddisfazioni nonostante i pochi tornei giocati causa Covid-19. Nel mese di gennaio, si è affacciato per la prima volta al circuito professionistico ricevendo la convocazione per disputare l’ATP Cup al fianco di Kevin AndersonLloyd Harris: “E’ stata un’esperienza fantastica perché mi sono ritrovato all’improvviso a giocare assieme ai tennisti più forti del pianeta con addosso la maglia della mia Nazionale“.

La storia di Khololwam Montsi

Cresciuto in un Paese povero “tennisticamente” come il Sudafrica, Khololwam Montsi è considerato come uno dei tennisti più promettenti del Continente assieme all’ivoriano Eliakim Coulibaly, con il quale spesso e volentieri condivide il campo nei tornei doppio. “Io e mio fratello Siphosothando (anch’egli tennista ma classe 1999, ndr) ci siamo trasferiti a Pretoria nel 2012 dopo aver ottenuto una borsa di studio. Dopo alcuni mesi abbiamo cominciato ad allenarci con Larsen Stehr, un allenatore tedesco che si è rivelato molto importante per la nostra crescita anche extra-campo. Dopo circa un anno, però, ci siamo dovuti separare perché ci è giunta una offerta irrinunciabile dalla Anthony Harris Tennis Academy di Città del Capo“, ha commentato.

Abbiamo deciso di trasferirci definitivamente lì nel 2017. Citta del Capo è casa mia, sono consapevole che nelle Accademie di Nadal o Mouratoglou ci siano servizi migliori ma qui mi sento felice. Non voglio abbandonare il mio Paese: sarebbe fantastico riuscire ad entrare nel tennis che conta senza usufruire dei vantaggi delle prestigiose accademie in Europa. Sarebbe un’impresa, farò di tutto per portarla a termine“, ha proseguito Montsi. 

Gli inizi sulle orme del fratello maggiore

Il diciottenne, protagonista quest’anno al Challenger di Potchefstroom, si è avvicinato al tennis in un modo decisamente atipico. “Il più grande dei miei fratelli ha praticato ogni tipo di sport a scuola e io ho sempre gradito imitarlo“, ha spiegato. “Quando ha cominciato a giocare a tennis e a girare il Sudafrica per fare tornei, ho subito capito che sarebbe potuto diventare lo sport ideale anche per me. Per questo motivo ho abbandonato il karate per dedicarmi alla racchetta, la scelta ora sta pagando. In molti si sono avvicinati al tennis guardando Federer o Nadal in televisione, ma la mia storia è diversa: se sono un tennista è per merito di mio fratello. Ho iniziato seguendo le sue orme e ora sono qui con l’obiettivo di fare ancora meglio“, ha concluso il diciottenne sudafricano.